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racconto
  1. LO STENOTIPISTA DEL SENATO

Se ti accorgi che, su quattro che ti accompagnano, uno parla e tre si guardano intorno, allora non hai sbagliato treno: stai proprio visitando il Senato della Repubblica Italiana, palazzo Madama, Roma.

Non ti meravigliare: il rapporto “uno a quattro” comparirà continuamente durante la tua visita, ad ogni scala, ad ogni portone, ad ogni giro di corridoio. I portieri che presidiano ogni uscio sono così numerosi che per farti passare devono comprimersi contro gli stipiti delle porte. Ma il vero portiere è al bagno e i tre che vedi sono uno il vice-portiere, l'altro il portiere onorario e il terzo è il sostituto procuratore di portineria.

Ma dove la matematica delle frazioni senatoriali attinge davvero al sublime, passando da 1 a 4 a 1 a 12, è dentro l'aula stessa, e cioè col leggendario servizio di stenotipia del Senato.

O camionista, che guidi per 14 ore di seguito senza mai fermati sperando che la stradale non ti becchi, tieniti forte al volante e ascolta: ogni stenografo del Senato lavora al massimo per 5 minuti di seguito, passati i quali egli perde la concentrazione e va sostituito.

Lo stenotipista che lascia il posto per “persa concentrazione” deve recarsi immediatamente in un ufficio speciale, dove riversa su carta i 5 minuti che ha battuto e vi aggiunge la punteggiatura.

Questo processo richiede i restanti 55 minuti, per un totale di 60. Dunque, per fare un'ora di seduta ci vogliono esattamente 12 stenotipisti.

La guida ci ha spiegato che questi 5 minuti non sono una quantità a caso, come ad esempio nella frase “a quello gli prendono i 5 minuti”. No, no.

Un studio scientifico ha dimostrato che oltre i 5 minuti lo stenografo si esaurisce e comincia a confondere le parole.

Dovete accettarlo, amici miei: un pilota da caccia può volare per ore senza stancarsi, ma lo stenografo del Senato dopo 5 minuti non è più buono e va sostituito.

Ecco perché vi dico: da oggi in poi portate maggiore rispetto verso imprese come quelle di Apollo 11: bastarono 3 astronauti per sbarcare sulla Luna, mentre per registrare un discorso di Giovanardi ci vogliono 12 stenografi.



Un mio amico, che fa il pubblico ministero in un tribunale di provincia, mi ha detto che loro hanno una sola stenotipista, la quale batte senza mai fermarsi, e che gli avvocati, per dare alla povera donna la possibilità di prendere fiato, ogni tanto fanno delle pause “di cortesia” nelle loro arringhe.

La stenografa del tribunale guadagna soltanto 800 euro al mese e, pare, alcuni di questi soldi li deve spendere in massaggi alla schiena, tanta è la fatica a cui è sottoposta.

Lo stenografo del Senato invece, quello che dopo solo 5 minuti è già da sostituire, quello che dopo 5 minuti ha già “perso la concentrazione”, guadagna 290 mila euro l'anno. 1





1MA 29.11.2012

(C)2014 Michele Andreoli
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