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racconto
  1. LA LOTTERIA DI BABILONIA

Allora, ragazzi, ascoltate questa ...

Voi lo conoscete il racconto di Borges intitolato “La Lotteria di Babilonia”, vero?

No? E ti pareva …

E' un racconto in cui si parla di una lotteria veramente speciale.

Stamane vi parlo di lotterie perchè i giornali sono pieni di spending review e di tagli alla spesa pubblica, e allora io ho pensato al contratto sociale di Rousseau.

Il contratto sociale, il famoso contratto che sarebbe alla base della moderna società umana, non è affatto come lo ha immaginato il filosofo francese J.J. Rousseau, ma è come lo ha immaginato lo scrittore argentino J.L. Borges. Ed ora vi spiego perchè, se avete pazienza.

Cos'è una lotteria lo sapete: è un concorso in cui, pagando una piccola cifra, si acquista il diritto a partecipare ad un sorteggio, a seguito del quale si vince un premio, in natura o in denaro.

Quali sono le caratteristiche principali delle nostre lotterie? Sono due: la libertà e la positivitità. Calma, calma, la matematica non c'entra. Ora vi spiego.

Libertà vuol dire che la partecipazione è libera: se vuoi partecipare, compri il biglietto e aspetti l'esito del sorteggio, ma nessuno ti viene a dire “tu devi partecipare”.

La seconda caratteristica – importantissima e niente affatto ovvia -- è la positività: l'esito della lotteria è sempre una cosa buona, piacevole e desiderabile. Per farvi un esempio: un milione di euro è piacevole e desiderabile, mentre invece una martellata sulla mano non è piacevole, desiderabile. Scusate se sono troppo scolastico, ma mi piace essere chiaro.

Ecco: la lotteria di Babilonia è tutta un'altra cosa.

Tanto per cominciare, a Babilonia la partecipazione è obbligatoria: il biglietto te lo devi comprare per forza. L'ostetrica ti ha appena estratto dalla pancia di tua madre e già l'infermiera ti ha messo in mano il tuo primo biglietto per l'unica vera grande immortale estrazione, e cioè la Lotteria.

Libertà è partecipazione”, diceva Giorgio Gaber, ma a Babilonia la libertà sarebbe non partecipare.

Okay. Alla lotteria non puoi sottrarti, ma cosa si vince, si può sapere? E qui è più difficile rispondere, dato che – tenetevi alla sedia – l'esito della lotteria di Babilonia può essere sia positivo, sia negativo.

Questo significa che puoi vincere un viaggio alle Bahamas per tutta la famiglia, ma anche 100 frustate o il taglio di due dita della mano destra.

E tutto ciò, completamente a caso.

Ti alzi una mattina, suona il telefono, vai a rispondere e una voce femminile, ripetitiva e quasi annoiata (quante comunicazione del genere deve aver fatto, stamane, quella voce!) ti spiega che hai vinto l'estrazione di un dente ancora buono, o l'espianto di un rene.

Tu protesterai e chiederai che il numero del biglietto venga ricontrollato. E la fanciulla lo farà, per accontentarti. Tu allora chiederai di poter parlare con il risponsabile del call center, e lei te lo chiamerà, sempre per accontentarti, perchè tu vuoi protestare, e tu hai il diritto di protestare, ma tutti e due sapete che non c'è niente da fare: quelli, quelli della lotteria, non si sbagliano mai, e tu hai proprio vinto, amico mio!

Ecco: questa è la lotteria di Babilonia ed proprio così che funziona il contratto sociale, altro che Rousseau!, con l'unica differenza che da noi la ruota della lotteria è truccata e gli esiti negativi toccano sempre agli stessi fessi.





Ceriale, 2012

(C)2014 Michele Andreoli
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