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Notizie biografiche (semiserie): Michele Andreoli

 

luogosano

 

NB: questo pezzo è fatto di varie pagine. Quando trovi "avanti>", cliccaci sopra e andrai alla pagina successiva.

Nacqui, relativamente giovane, molti anni fa, in un piccolo villaggio del Sud Italia, Luogosano; uno di quei piccoli paesi dove, nell'eterna siesta estiva, il sole batte sempre a perpendicolo sulla testa degli abitanti (vai qui per altre immagini). 

Dopo questo riferimento alle estati in paese, l'Incauta Lettrice potrebbe credere che d'inverno fosse meglio. Niente di più sbagliato. Ricordo ancora con tristezza certi capodanni, in piazza, sotto i portoni dei bar, a lanciarci uno contro l'altro piccoli petardi, mentre qualche fanciulla scappava esterrefatta.
 

Quando io ero ragazzo a Luogosano c'erano soltanto quattro cose: il fiume, la ferrovia, la banda e la Democrazia Cristiana.

Ora è tutto andato in malora: il fiume  è talmente nero che sembra vi abbiano parcheggiato la Exxon Valdez. La ferrovia è chiusa e sui binari vi pascolano le pecore. La banda, la gloriosa banda,  si è sciolta e gli strumenti giacciono inerti in un angolo, da qualche parte.

Signori: se vi state chiedendo quale sia l'unica delle quattro cose che ha funzionato a pieno regime fin quasi agl'anni 90, forse è il caso che smettiate di leggere :-)

 caloreb  treno-merci-luogosano  la-banda  dc

 

Non avendo ancora ben chiare le idee, come primo passo mi buttai nello studio del catechismo, dove ottenni subito buoni risultati.

 

diploma-religione-mike

 

Saranno state le cattive letture, o forse i troppi locali notturni e le numerose discoteche che c'erano a quel tempo a Luogosano,  ma il mio impegno non fu sufficiente a fare di me un buon democristiano. Troppe distrazioni!

 

 sax  BANDA GR  
clarinetto

 

Scelsi quindi di entrare a far parte della banda: dapprima col sax (tenore), e successivamente col clarinetto (sib). Grazie a questa saggia decisione, d'estate, invece di star lì a grattarmi per tutto il tempo, viaggiavo qua e là, in pullman, per le varie feste di paese, in un turbinio di questue, statue di santi e processioni. 

 

io sono il clarinettista, sulla destra

 

La tecnica con cui la musica ci venne insegnata fu la seguente: dato che eravamo in troppi a voler suonare, il Maestro fece come si faceva a Sparta: ci buttò tutti in acqua e prese quella ventina di noi che dopo mezz'ora ancora galleggiavano :-)

 

Invariabilmente però, con la puntualità delle stagioni non amate, l'inverno ritornava, e con esso la tristezza e la noia: niente feste, niente viaggetti in pullman, niente soldi per il motorino.

L'unico servizio che la banda effettuava anche nella stagione invernale era il servizio funebre.

Sarà perchè le case erano poco riscaldate,  ma con i primi freddi gli anziani del paesello sviluppavano una fortissima propensione ad andarsene allegramente all'altro mondo. Compito della banda era rendere la loro dipartita più tollerabile.

 

Il Gentile Lettore starà certamente pensando: "Funerale con la banda? All'anima del paesetto del Sud. Questi si fanno seppellire come i capi di stato del Patto di Varsavia!".

Non esageriamo. Avere la banda al proprio funerale, dalle nostre parti, non è roba da ricchi. Anzi. Ci fu un tempo in cui a Frigento o a Villamaina, o a Mirabella Eclano, anche il morto meno blasonato poteva farsi seppellire con la banda e io mi feci più funerali in quel periodo che nel resto della mia vita (ringraziando Iddio :-))

 

Scommetto che a questo punto ti piacerebbe un bel link dove scaricare qualcuna delle marcette che suonavamo a quei tempi, in formato MIDI o magari MP3, quindi: clicca qui, se ci riesci! ... Era uno scherzo, naturalmente: non era un link, ma solo testo sottolineato, e di colore blu; ma, se proprio vuoi, qui trovi una delle marce militari che più mi piacevono: 

 

Qui sono io che  suono un klezmer:

 

 

mentre in questo brano (che risale ai miei freschi 20 anni), io al clarinetto e mio zio Antonio alla fisarmonica, proviamo (non senza qualche stonatura) la celebre "Tarantella montemaranese", che è forse il più tipico e originale brano di tutto il folklore irpino:

 

 

e qui (forse) altri pezzi.

Del repertorio più propriamente funebre è meglio tacere, anche perchè non mi riesce di trovare niente in formato MP3, e non capisco come mai. Forse, questo tipo di musica non ... tira :-). Non sono riuscito a trovare né Una lacrima sulla tomba di mia madre, né quella che, secondo me, era veramente il "non plus ultra" in fatto di lirismo necrologico: Tramonto tranquillo.

 

Mah, che ti devo dire ... Se proprio ti interressa una delle due, magari la cerco e te la mando via email, va bene? (scherzooooo!!!!) 

(alla fine l'ho trovata,  "Una lagrima": )

 


Ad un certo punto, venne il tempo del Liceo ed anche a me, come ai miei compagni, toccò scegliere tra lo Scientifico e il Classico. Scelsi il primo, l'Aeclanum di Mirabella Eclano, località di origine romana, lungo la Via Nazionale delle Puglie.

cogliano

 

 

E qui, come dice Alex nel film Arancia Meccanica, ebbe inizio la parte lacrimevole della mia storia: quando vidi che D'Amelio (un compagno di banco della 1B) conosceva tutti i 14 modi per tradurre la proposizione causale in latino, mi accorsi che noi di Luogosano eravamo di gran lunga i più ignoranti e, diciamolo pure, i più zoticoni di tutta la classe.

 

io e il povero Antonio Tucci, gita a Pisa

 

Contrariamente a quanto i genitori (e il buon Don Carmine) credevano, eravamo così ignoranti che ai professori apparivamo come un blocco unico, uniforme. Altrimenti non si spiega come mai si riferissero a noi sempre con espressioni collettive del tipo "quelli di Luogosano ...". Cosa cavolo avranno mai voluto dire?? Mah!

Finito il liceo, venne il momento dell'Università e io decisi di iscrivermi alla facoltà di Fisica, a Pisa.

 

 

 lampione  io-cosetta  teschio2

 

 

Fu questo il mio primo atto migratorio propriamente detto, e fu pertanto nella direzione normale per noi meridionali, e cioé dal Sud verso il Nord: il mitico, ricco Nord, con i suoi marciapiedi sempre puliti, le piazze con le panchine per sedersi, i cestini per la mondezza, i cartelli stradali senza fori di pallottole, le cabine telefoniche funzionanti e le potenti ciminiere svettanti, nei cieli sempre meno blu.

 

iquattro-ancona

 

 

 

Perchè scelsi Pisa? 

Perchè volevo prendere due piccioni con una fava: laurearmi ed emigrare con lo stesso  biglietto ferroviario.

Chi è andato qualche volta in un ufficio comunale, in una biblioteca pubblica o un ufficio postale della Campania, della Calabria o della Sicilia, a chiedere un documento e sentirsi dire "auff! a che te serve, guaglio'?" sa cosa voglio dire.

Io sono uno di quelli che ha una storia del genere: divenni studente ed emigrante consustanzialmente. Ma allora, perchè Pisa e non Roma, Milano, Pavia, etc?

Penso che la scelta di Pisa, per gli studenti del Sud, abbia tutto un insieme di motivi, non ultima la qualità dell'ateneo. Motivi che rispondono al desiderio di emigrare sì, ma senza strafare: Pisa è lontana, ma non troppo; è a Nord, ma non troppo; è grande, ma non troppo; c'è il mare, ma non troppo; c'è la montagna, ma non troppa; il treno ci va diretto ...

Io dico che se metti tutto insieme e ci fai il metodo dei minimi quadrati, ti viene proprio Pisa.

 

Pisa, fu per me una grande avventura. Fu lì che imparai a provvedere a me stesso il che, tradotto in parole semplici, significa che dovetti lavarmi le mie prime mutande da solo.

 

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I primi mesi abitai in una pensione nei pressi di Piazza dei Miracoli, dividendo la stanza con uno studente iraniano di nome Amir. Lui non conosceva l'italiano, io non conoscevo l'inglese. Stavamo zitti per ore. Ricordo che certe volte, la sera, stesi ognuno nel proprio letto, presi dalla disperazione, imprecavamo ognuno nella propria lingua: lui in iraniano, io in dialetto napoletano!

 

O pregava?? Boh, non saprei, amici. Io, no.

 

Un giorno, Amir tornò a casa, entrò in camera e si mise a studiare come se niente fosse. Ma io, sapendo che quel giorno sarebbe venuta sua moglie, direttamente da Teheran, gli chiesi: "Amir, ma tua moglie non è arrivata?". "Certo che è arrivata. Stamattina.", disse lui.

Lo guardai stupito. "E dov'è ora?" gli dissi. "Qua fuori!".

Aprii la porta, girai la testa e ... sì, la moglie di Amir era fuori, in piedi, appoggiata al muro che mi sorrideva. "Non entra?". "No", disse Amir.

Mah, usanze diverse, pensai. Questi islamici!

 


 

MontanaAir422Finita l'università, la mia migrazione riprese. Dopo una breve tappa a Zurigo (dove feci per un po' l'insegnante), approdai infine nella splendita capitale sabauda: Torino. Qui mi fecero sedere davanti ad un signore con la cravatta che cominciò subito a farmi domande pazzesche tipo: "Lo sai cos'è un tubo di Pitot? Sai cos'è il calcolo parallelo? Conosci per caso le equazioni di Navier-Stokes?".

Finito con questo, arrivò una simpatica signora, addetta alla Selezione del Personale per conto dell'Aeritalia (ora Alenia), la quale mi fece un mucchio di altre strane domande tipo: "Ti piace lavorare in gruppo?","Ti ritieni una persona tenace?", etc. Quando infine mi chiese "Cosa ti fa più paura nella vita?", risposi di impeto: "La miseria", dissi. Doveva essere la risposta giusta, tant'è che la signora decise che io andavo immediatamente assunto.

alenia-aeronautica

E non solo fui assunto, caspita! Da un certo punto in poi, con una regolarità che ha dell'incredibile, cominciarono a corrispondermi anche uno stipendio. Il mio primo stipendio! Mi sembrava così incredibile di avere tutti quei soldi per me,  che li spendevo subito, prima che li rivolessero indietro.

 

Che vita, ragazzi! Mi alzavo presto la mattina e mi fiondavo in quella maledetta tangenziale, per il mio corpo-a-corpo mattutino con gli altri automobilisti. In compenso però potevo studiare dall'interno quella forma di organizzazione umana che è la moderna azienda e che dalle mie parti non avevo mai visto prima.  Insomma, guardavo i miei colleghi e mi stupivo: non potevo credere che un così imponente consorzio di esseri umani potesse reggersi in piedi da solo, senza precipitare periodicamente nel caos.

***

Visto che in tanto l'età avanzava, a Torino presi anche moglie, ma solo per riprendere la mia migrazione, questa volta in direzione opposta.

 

(per scrivere la seconda parte, aspetto che si concluda)

... messaggio misterioso ...

 polaroid


Canzone dell'amor perduto

 

ritornerai

 

A Luogosano, l'amore per la banda non ha confini,

soprattutto dopo che ha sfasciato la sua :-(

 

 

 

 

Note:

  • Ho trovato alcuni links relativi a bande del Sud Italia, e un breve spezzone di Una lacrima sulla tomba di mia madre: in formato mp3, oppure WAV
  • Per tutti i brani di banda, vai qui.
(C)2014 Michele Andreoli
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