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MontanaAir422Finita l'università, la mia migrazione riprese. Dopo una breve tappa a Zurigo (dove feci per un po' l'insegnante), approdai infine nella splendita capitale sabauda: Torino. Qui mi fecero sedere davanti ad un signore con la cravatta che cominciò subito a farmi domande pazzesche tipo: "Lo sai cos'è un tubo di Pitot? Sai cos'è il calcolo parallelo? Conosci per caso le equazioni di Navier-Stokes?".

Finito con questo, arrivò una simpatica signora, addetta alla Selezione del Personale per conto dell'Aeritalia (ora Alenia), la quale mi fece un mucchio di altre strane domande tipo: "Ti piace lavorare in gruppo?","Ti ritieni una persona tenace?", etc. Quando infine mi chiese "Cosa ti fa più paura nella vita?", risposi di impeto: "La miseria", dissi. Doveva essere la risposta giusta, tant'è che la signora decise che io andavo immediatamente assunto.

alenia-aeronautica

E non solo fui assunto, caspita! Da un certo punto in poi, con una regolarità che ha dell'incredibile, cominciarono a corrispondermi anche uno stipendio. Il mio primo stipendio! Mi sembrava così incredibile di avere tutti quei soldi per me,  che li spendevo subito, prima che li rivolessero indietro.

 

Che vita, ragazzi! Mi alzavo presto la mattina e mi fiondavo in quella maledetta tangenziale, per il mio corpo-a-corpo mattutino con gli altri automobilisti. In compenso però potevo studiare dall'interno quella forma di organizzazione umana che è la moderna azienda e che dalle mie parti non avevo mai visto prima.  Insomma, guardavo i miei colleghi e mi stupivo: non potevo credere che un così imponente consorzio di esseri umani potesse reggersi in piedi da solo, senza precipitare periodicamente nel caos.

***

Visto che in tanto l'età avanzava, a Torino presi anche moglie, ma solo per riprendere la mia migrazione, questa volta in direzione opposta.

 

(per scrivere la seconda parte, aspetto che si concluda)

... messaggio misterioso ...

 polaroid

(C)2014 Michele Andreoli
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