Il computer del papa

Nella foto vedete il Santo padre davanti allo schermo, ma con le mani in grembo: il papa, di norma, non usa né il mouse, né la tastiera. La direzione Informatica del Vaticano ha dotato il Suo terminale di una rivoluzionaria interfaccia, le cui specifiche devono rimanere ignote al grosso dei fedeli.
Come sapete, il computer di Sua Santità non gira su piattaforma Windows. Il papa si è specificamente raccomandato che non si usassero sistemi proprietari di alcun tipo, ma ci si affidasse interamente al software libero, uniformandosi, in questo, alle analoghe direttive emesse in Germania che, come sapete, è la patria di provenienza di Benedetto XXVI. Egli ha insistito affinché i soldi risparmiati nell’acquisto delle licenze di Windows 8 fossero tutti devoluti in beneficenza.
Si è quindi deciso di installare sul computer del Santo Padre una speciale versione di Linux (la Ubuntu Dominus v1.0), che non costa nulla. Ecco perché gli ingegneri hanno dovuto eliminare il mouse: il papa cliccava sempre due volte per aprire i programmi e, come sapete, con Linux questo non è necessario.
Il kernel è stato ricompilato e modificato in maniera da produrre messaggi di errore in latino (modifiche alla funzione printk() e altro;vedi Linux Dummy Guide, pag 112).  E’ stato il pontefice stesso a fare questa richiesta. “Così mi esercito un poketto …”, ha detto.
Quanto al software installato, è stata presa ogni precauzione affinché i vari programmi che vi girano non possano in alcun modo offendere la sensibilità del pontefice: programmi del cavolo come i vari fortune, etc, che talvolta emettono frasi offensive, o tali da distrarre il pontefice dalle sue attività, sono stati immediatamente eliminati.
Come potete immagine, il sistema di firewall è stato grandemente rafforzato, e per farlo è stato invitato in Vaticano il famoso programmatore Richard Stallman, esperto di linux e autore tra l’altro della famosa licenza GPL. Stallman ha abitato segretamente i palazzi vaticani per 2 mesi, e ancora adesso gli inservienti girano per le stanze spruzzando profumo, nel vano tentativo di cancellarne il cattivo odore.
Il firewall del papa è in grado di intercettare qualsiasi cosa non entri negli schemi prefissati, ma non blocca niente: esso, grazie ad un algoritmo di una efficienza che oscura quella del Sant’Uffizio, traduce, modifica al volo o cancella termini e frasi potenzialmente sconvenienti.
Per testare il firewall è stato immesso nel sistema il celebre inizio del Manifesto dei Comunisti di Karl Marx. Il celebre incipit “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo” è stato prontamente tradotto dal sistema in “uno specchio si aggira per il bagno: lo specchio dell’Ikea”.
Non significa niente, ma va bene lo stesso.

(Dicembre 2012, Papa Benedetto XVI entra su twitter)
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